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segreteria nazionale

COMUNICATO STAMPA

CONTRATTI: OSTRICA (UIL RUA), LA LEGGE BRUNETTA RISCHIA DI VANIFICARE RINNOVI

AZIONE SINDACALE RISCHIA DI ESSERE PREGIUDICATA, LA LEGGE 150/2009 VA MODIFICATA

“Le retribuzioni dei pubblici dipendenti sono bloccate dal 2009. Il pubblico impiego ha contribuito con i propri sacrifici a risanare i bilanci, ma la spesa pubblica è cresciuta lo stesso: evidentemente il problema del Paese non sono gli stipendi dei lavoratori! I contratti vanno firmati al più presto; ma rischiano di essere vanificati dalla legge 150/2009, che al primo rinnovo contrattuale causerà un danno economico immediato”. Lo ha detto la Segretaria Generale della UIL RUA (Ricerca, Università e Afam) nel corso dell’iniziativa “La notte dei Lunghi… Contratti. Come valorizzare il settore pubblico e non demolirlo”, svoltasi oggi a Bologna e organizzata dalla UIL Emilia Romagna, UIL, UIL FPL, UIL PA, UIL SCUOLA e UIL RUA.

“Non sarà infatti più garantita la retribuzione accessoria anche se fissa e ricorrente, per la parte prevalente, con un danno di diverse centinaia di euro in meno al mese in busta paga! Questa legge, fortemente voluta dall’allora ministro Brunetta, obbliga ad etichettare un quarto dei lavoratori come “fannulloni”, e priva il sindacato di poteri fondamentali tra cui quelli sull’organizzazione del lavoro. Inoltre impone una riduzione preventiva dei comparti di contrattazione da 12 a 4 per poter sottoscrivere il contratto – spiega Sonia Ostrica nel suo intervento -. Questa compressione forzata impone uno sforzo particolare per riconoscere e valorizzare le specificità e le eccellenze degli enti di ricerca, delle università e del comparto AFAM (ossia i conservatori e le accademie).

“La UIL RUA ritiene che per questi tre settori sia indispensabile un unico comparto di contrattazione: in caso contrario oltre mortificare le eccellenze sarebbe impossibile garantire una risposta al dramma del precariato dei comparti – ha concluso Sonia Ostrica -. E’ chiaro che la stagione dei rinnovi contrattuali va aperta al più presto, ma l’azione sindacale sarebbe pregiudicata se il confronto avvenisse con l’attuale legge 150/2009 vigente e con le uniche somme, quattro spicci risibili, stanziate dal governo nella legge di stabilità: il sindacato non può accettare un danno maggiore dei vantaggi”.